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Newsletter

Le attività del Centro Culturale vengono comunicate attraverso una circolare periodica: “CCP webnews”. Tre volte all’anno viene inviata con un editoriale di presentazione e commento di alcune iniziative. La newsletter informa anche di iniziative e appuntamenti promossi da altre istituzioni culturali. Ricevi HTML?

Protestanti ed ecumenismo

Per i protestanti, la Chiesa è figlia della Parola di Dio, unico suo fondamento, e si edifica a partire da una mirabile “diversità di doni” (1Cor 12,4) dello Spirito, tutti al servizio della Chiesa che ha come unico capo Cristo. Ciò non consente la pretesa di esaurire o definire il significato letterale del testo biblico e permette di schierarsi contro ogni fondamentalismo: siamo cioè sempre invitati a leggere con sguardo nuovo questo libro antico. Questo ha conseguenze sul modo di concepire l'unità nella pluralità, all'interno del cristianesimo e del protestantesimo.

Le Chiese battiste, metodiste e valdesi hanno a suo tempo salutato con gioia la nascita del Movimento ecumenico, hanno partecipato sin dall’inizio alla creazione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) nel 1948 e sono membri - a livello internazionale - dell’Alleanza riformata mondiale.


Ecumenismo e dialogo interconfessionale

Il nuovo clima di dialogo ecumenico viene accolto positivamente nel 1962 dal Sinodo della Chiesa valdese che al contempo ribadisce il principio della fedeltà alla Parola di Dio. Con il Concilio Vaticano II si apre nella Chiesa cattolica la strada dell’ecumenismo, con momenti di fraternità e di collaborazione con altre confessioni, in vista di una testimonianza comune, nonostante le divergenze non ancora superate. Nel 1982 in un documento sinodale la Chiesa valdese rileva che “cattolicesimo e protestantesimo, pur richiamandosi allo stesso Signore, sono due modi diversi di intendere e vivere il cristianesimo” e nel 1998 viene approvato un documento sull’ecumenismo e il dialogo interreligioso che ripropone le ragioni di fede che suscitano e orientano l’impegno in questo campo. Nel paragrafo 6 si legge: "è nello scambio dei doni e delle esperienze, ma anche degli interrogativi critici e delle ammonizioni fraterne, che si vive e si cresce ecumenicamente e si costruisce, con pazienza e perseveranza, la piena comunione ecumenica". Oggi si assiste, sul fronte cattolico, a un certo disinvestimento di energie dal dialogo ecumenico che per i protestanti rimane momento irrinunciabile dell’essere discepoli di Gesù, come sottolineato nel documento sul confronto ecumenico dell’Assemblea-Sinodo del 2007.

L'esperienza ecumenica di questi anni - soprattutto dopo le Assemblee ecumeniche di Basilea (1989), Graz (1997), e Sibiu (2007), e dopo la firma della Charta œcumenica (2001) – ha permesso di esprimere momenti alti di dialogo e di reciproca conoscenza, anche a Milano. Si ricorda la sezione milanese del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), con membri laici cattolici, evangelici, ortodossi e l'Osservatorio Interconfessionale Milanese (OIM) confluito nel 1998 nel Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (CCCM) che oggi coinvolge 19 chiese cristiane di tradizione orientale e occidentale. E’ una realtà dinamica, a cui possono aggiungersi altre chiese.


Attività interdenominazionali per le relazioni ecumeniche

All’interno del protestantesimo, la comunione tra le Chiese evangeliche milanesi si è rafforzata ulteriormente nel corso degli anni attraverso numerose attività interdenominazionali. Il rapporto tra le Chiese battiste, metodiste e valdesi è stretto: esse si incontrano una volta all’anno nell’assemblea del Centro culturale protestante e in una riunione annuale dei consigli di chiesa. Inoltre, in ogni concistoro/consiglio di chiesa siede un membro con voce consultiva rispettivamente delle Chiese battiste, metodista e valdese. Dal 1983 è attivo il Comitato Interdenominazionale Evangelico per le Relazioni Ecumeniche (CIERE) soprattutto per le relazioni con la Chiesa cattolica.